“9 Primavere” è il nuovo singolo di Ermal Meta

“9 Primavere” è il nuovo singolo di Ermal Meta dall’album Non abbiamo armi (platino) disponibile in radio da venerdì 12 ottobre. Segue Non Mi Avete Fatto Niente feat. Fabrizio Moro (certificato Platino, brano vincitore del Festival di Sanremo 2018), Dall’Alba al Tramonto (certificato Oro) e il singolo estivo Io Mi Innamoro Ancora.

9 Primavere è il ricordo di una storia d’amore importante, chiusa in modo sereno con un “ti voglio bene”. Le parole e la musica sono di Ermal Meta, l’esperienza è invece condivisa da molti di noi.

9 Primavere racconta un amore ormai finito ma non lo fa con rabbia né con disperazione quanto piuttosto con affetto, quello che ha tenuto insieme due cuori per nove anni di vita condivisa nella semplicità e nella normalità.

Nove sono le primavere trascorse in coppia, nove gli inverni, nove estati ed autunni, testimoni di tre traslochi in quattro case diverse per un totale di 3400 giorni trascorsi nella vita “in due”.
Libri, racconti, storie e serate a casa davanti a “due spaghetti due come sai fare tu”, cinema e poi pizza e birra, passeggiata verso casa col naso all’insù verso la luna: 9 Primavere è una collezione di istantanee da custodire per sempre attraverso i momenti più semplici della quotidianità, quelli che mancano maggiormente nel momento in cui si è costretti a fare a meno della presenza costante dell’altra persona.

Un libro di foto, portavoce e testimone di ogni giorno trascorso insieme, di ogni notte spesa ad ascoltare canzoni d’amore; un temporale di emozioni da chiudere nella scatola dei ricordi i cui sigilli sono quelle lacrime alle quali Ermal Meta prova, in un primo momento, a fornire una spiegazione razionale salvo poi arrendersi all’irrazionalità delle emozioni.

Lasciarsi con un “ti voglio bene” non significa infatti non soffrire né non aver sofferto. “Sono sono lacrime e non è niente di speciale”, canta Ermal per poi dare voce alla loro composizione scientifica in modo razionale: sono solo “acqua con il sale”. La  scienza non potrà però spiegare le emozioni e “non c’è niente da capire”: “Sono lacrime perché ti voglio bene”.

La canzone si chiude metaforicamente con nuvole d’acciaio che fanno sparire il cielo e un temporale di lacrime. L’ottimismo è nella sicurezza assoluta che “domani tornerà il sereno”. Ma c’è ancora un punto da sottolineare. “Dici che mi devo prender cura di me stesso ma l’unico modo che conosco per volermi bene è attraverso te” è la possibilità di amarsi solo se amati dalla persona che ci ha insegnato ad amare noi stessi che, portando chissà dove i vestiti in sette borse, ha portato via anche una parte di noi, almeno momentaneamente. La speranza è quella di ritrovarla avendo il coraggio di voltare pagina serenamente senza rinnegare ciò che di bello c’è stato.

Ermal Meta dà voce ad una poesia che non racconta l’amore sfarzoso con lieto fine mal’amore quotidiano, nei piccoli gesti giornalieri, nelle abitudini condivise, nei momenti di vita vera spesi a mangiare, a ridere, a scherzare; l’amore che finisce nel rispetto reciproco e senza ripudiare se stesso, l’amore che torna ad essere un semplice “volersi bene” e che, con dolcezza e un pizzico di nostalgia, non lascia per niente spazio a odio e rancore, desideroso di tutelare e ricordare il capitolo sentimentale condiviso.

 

 

 

 

 

Fonte: Optimagazine.it