Dall’arancino di riso venere al pane al carbone, è di moda il nero nel piatto

Dici merluzzo, baccalà o stoccafisso e non sembri “figo”. Se invece preferisci il Black Cod, ti appalesi subito come raffinato gourmet. Ma alla fine, chiamalo come vuoi, quel pesce è comunque un parente del merluzzo che arriva dall’Alaska. Chiamato “carbonaro”, in effetti ha una carne bianchissima. Ma evidentemente il colore nero va di moda, sta bene su tutto, perfino a tavola.

Lo dimostra una ricerca condotta da Uber Eats, il servizio di consegna a domicilio di Uber, presente in 200 città del mondo. Il nero nei piatti sta facendo dimenticare il verde dell’avocado, il rosa del salmone crudo e altri colori. Il trend è emerso dalle ricerche che gli utenti di Uber Eats effettuano: l’app californiana permette infatti di visualizzare i ristoranti e i tipi di cucine geograficamente più vicini alla propria posizione, ma consente anche di andare a curiosare tra tutti i tipi di piatti disponibili sulla piattaforma, cercando quelli più insoliti per chi ha voglia di sperimentare.

Secondo la statistica di Uber Eats nelle più grandi città in cui il servizio è attivo – da Stoccolma a Bruxelles, passando per Amsterdam, Madrid, Vienna, Varsavia, Lisbona e Milano – gli ingredienti di colore nero iniziano a generare molto più di una semplice curiosità e sono ordinati da migliaia di persone. Tra i piatti in nero maggiormente richiesti il classico nero di seppia, utilizzato non per gli spaghetti ma per originali ravioli di ispirazione cinese ripieni di salmone, oppure i colori della patata viola e perfino arancini siciliani con il riso nero o venere. Richiestissimo il carbone vegetale per i cestini del pane e infine non manca chi ha inventato e sperimentato un particolare tipo di bevanda microfiltrata a base di carbone vegetale granulare e limone, ideale per aumentare il pH dell’organismo.