Mahmood sul New York Times per una riflessione sulla musica italiana

Mahmood sul New York Times con una riflessione sulla nuova musica italiana.“Mr. Mahmoud”, così viene chiamato Mahmood dal New York Times – ovvero il signor Mahmoud, con il suo cognome originario e non con il suo nome d’arte – ha raggiunto negli scorsi giorni le parole del New York Times che ha ripreso le sue parole a proposito della scena musicale italiana odierna.

Vincitore in carica del Festival di Sanremo, con la canzone Soldi, Mahmood propone sicuramente interessanti spunti sui quali riflettere per il futuro della nostra musica. “Adesso dobbiamo capire cosa sia la musica italiana. Non può essere la stessa”, ha dichiarato Mahmood.

La musica va avanti proprio come prosegue la vita e così, “la musica italiana ha bisogno di nuovi punti di vista”, queste le parole dell’artista che vengono riprese dalla stampa internazionale con uno scatto che lo ritrae in un bar, nel corso di un’intervista.

Il trionfo di Mahmood a Sanremo è un evento che non è di certo passato inosservato. In Italia se n’è parlato molto sì come nel resto del mondo al punto che la faccenda e le sue parole hanno raggiunto anche il prestigioso New York Times, che lo ha citato in un articolo.
Rappresentate dell’Italia al prossimo Eurovision Song Contest, Mahmood canterà in lingua italiana riproponendo il successo di Sanremo e sperando di conquistare anche il pubblico europeo.

C’è chi dice che potrebbe essere proprio lui a riportare il trionfo in casa italiana. Sarà davvero così? Staremo a vedere! L’internazionalità di Mahmood – che tuttavia ricorda spesso di essere al 100% italiano e di essere nato nella penisola – unitamente al suo brano coinvolgente, che ha già fatto ballare il pubblico italiano a Sanremo, potrebbero essere le chiavi giuste per riportare la competizione in Italia.

Qualora infatti fosse proprio lui a vincere, la propria edizione dell’Eurovision Song Contest verrebbe organizzata nella nostra penisola, in una città da decidere successivamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fonte: Optimagazine.it