Una membrana per guarire velocemente le ustioni .

Una membrana per guarire velocemente le ustioniRIDURRE i tempi di guarigione delle ustioni della metà. E’ possibile? Sì, promettono alcuni ricercatori messicani che hanno messo a punto una sorta di “vestito cellulare”: una membrana biodegradabile per il trasferimento di cellule e di fattori di crescita sulla pelle, aiutandone così la guarigione. Al momento studiata sui modelli animali, potrebbe rivoluzionare il trattamento delle ustioni, raccontano i ricercatori messicani che l’hanno sviluppata. La membrana in questione  –  ribattezzata Epiderm-Pro  –  è simile in tutto e per tutto a una garza, ma a differenza di questa non deve essere rimossa una volta applicata, perché si degrada naturalmente col tempo. Realizzata attraverso un processo combinato di sintesi e di colture cellulari, la membrana contiene cheratinociti (le cellule più abbondanti dell’epidermide, lo strato più superficiale della pelle) che una volta posti sulla ferita ne aiutano la guarigione, anche attraverso il rilascio di fattori di crescita proteici. Approcci simili erano già stati sviluppati, ma il punto di forza della tecnologia dei ricercatori dell’Autonomous University of the State of Morelos (UAEM) e dello Scientific Research Centre of Yucatan(CICY) sta appunto nella biodegradabilità: non dovendola rimuovere dalla ferita si evita di interferire nel processo di guarigione (come invece avverrebbe attaccando e staccando garze con matrici simili).

Il dispositivo è ancora in fase di test su colture cellulari e modelli animali quali conigli e topi; i ricercatori contano di eseguire nuovi esperimenti su animali più grandi per dimostrane la potenziale efficacia anche nell’essere umano. Ma gli scienziati dell’Autonomous University of the State of Morelos si dicono a buon punto nello sviluppo della membrana, che ha già attirato l’attenzione delle aziende farmaceutiche: “Siamo oltre la metà del percorso per lo sviluppo di questa tecnologia”, raccontando i ricercatori: “siamo riusciti a isolare le cellule della pelle in modo efficace, abbiamo standardizzato le condizioni per la generazione del biomateriale, abbiamo stabilito i test di tossicità in vitro, oltre ad aver standardizzato la crioconservazione e la caratterizzazione dei cheratinociti”.

L’applicazione della membrana  –  che i suoi sviluppatori stanno cercando di brevettare – una volta ottenute le prove di efficacia anche per l’uomo, potrebbe avvenire presso le unità di terapie cellulari ospedaliere, raccontano gli esperti, dove verrebbe applicata in ambiente sterile. Sebbene non si specifichi per quali tipo di ustioni potrebbero essere utilizzate queste membrane, è possibile immaginare che possano esserlo solo per quelle meno gravi (di primo e secondo grado).

 

(fonte: repubblica.it)